Il primo amore sboccia molto spesso durante gli anni dell'adolescenza. ln questo caso è interessante considerare il magma di sensazioni, desideri, ansie, paure in cui esplode. Possiamo identificare l'adolescenza come il periodo in cui avviene di tutto e sempre al massimo grado: il corpo sta cambiando e non si sa bene cosa stia succedendo; il comodo rifugio delle regole genitoriali diventa una prigione, da cui, tuttavia, si ha molta paura ad uscire per timore di non trovare più la strada deI ritorno (prigione si, ma sicura). La curiosità è rimasta con tutta la forza che ha del bambino, ma alcune delle aree che sarebbe più importante esplorare perché nuove sono interdette da tabù e divieti, e dove questi crollano, sorge un inevitabile senso di colpa. È il tempo delle laceranti separazioni dai compagni con cui si giocava fino al giorno prima, deI rimpianto del l'innocenza mitica deI proprio stato infantile. Non penso che nella vita vi siano anni paragonabili a questi per la quantità di scelte da fare, sotto gli attacchi che le informazioni provenienti sia dall'esterno sia dall'interno muovono agli schemi di riferimento, alla conoscenza, aIle credenze, aile sensazioni più stabili e radicale. Naturalmente questa situazione molto dispendiosa di energie, nei casi migliori, quelli cioè in cui le pressioni dall'esterno non superano il livello di guardia, comporta anche la scoperta di nuove risorse dentro di sé, in grado di compensare efficacemente le vecchie paure; sia pure a tentoni e con molti lividi, si aprono nuove strade Dei rapporti con gli altri e con se stessi. ln questo ribollente crogiolo di energie vitali, gradualmente viene aggiunto anche un pizzico di ormoni. Questi, oltre ad inserirsi in tutto il sistema di alterazioni fisiche e psicologiche, tutte interconnesse, hanno come risultato più evidente dei grossi cam biamenti del linguaggio sia verbale che gestuale. Prendiamo per esempio due gruppetti di adolescenti ancora nella fase in cui si raggruppano per sesso, ma schietti di qua, femminucce di là: Potremmo dire che PRIMA: la distanza tra i due gruppi è di circa 15-20 metri, il numero dei risolini e urletti diel gruppo delle femminucce è più o meno pari al numero dei Iitigi in quello dei maschietti, restano pause in cui possono trovar posto scambi verbali su film, musica, sport, vestiti eccetera POl: la distanza tra i due gruppi è dimi nuita, ci sono frequenti scambi oculari tra i due gruppi, risolini, urletti e litigi lasciano pochissimo spazio ad altri argomenti che comunque sono prevalentemente due: i ragazzi e le ragazze. INFINE: i due gruppi sono sostanzialmente fusi, vi sono scambi verbali diretti tra ragazzi e ragazze, si comincia, sia pure ancora sotto l'ala protettrice deI gruppo, a cercare occasioni di intimità, si manifesta la tendenza a formare coppie. I nostri adolescenti si trovano dunque ad aver iniziato la loro rivoluzione contro le immagini genitoriali, alla ricerca di una propria immagine adulta che ha bisogno, per confermarsi, di uno specchio al di sopra di ogni sospetto. Nasce cosi il "gruppo", l'ora omosessuale (non spaventatevi: significa solo che la tendenza primitiva è a raggrupparsi con persone dello stesso sesso). Ma essersi un attimo allontanati dai genitori veri non significa essersene Iiberati in quanto i propri genitori con norme, divieti, ingiunzioni, ognuno se Ii porta dentro di sé. Nel gruppo si riproducono quindi re gole e rituali che agiscono come censura deI gruppo sul singolo e cosi vengono percepiti dal singolo, con conseguente paura dell'esclusione. Non si deve dimenticare che anche nel proprio intimo stanno succedendo cose nuove, difficili da capire e talvolta un po' paurose: "non sarà troppo presto per avere' i peli qui equa? , "ho il pene che gira a sinistra, potro avere figli?", "il mio seno è troppo grosso", "il mio seno è troppo piccolo", "sono troppo magra", "sono troppo grassa", "troppo alto", "troppo basso", "toccandomi li mi piace, diventero pazza?" È incredibile la creatività con cui gli adolescenti trovano motivi per rinfocolare dentro di sé il grande dubbio universale "saro normale?" Metà o forse tre quarti delle lettere degli adolescenti aIle riviste rivelano queste paure, che sem- brano messe a far da sentinella contro i desideri di accoppiamento, vissuti in modo molto intenso, ma anche ambivalente, sia a livello affettivo che sessuale, ... al di là di tutti gli atteggiamenti e di tutte le mode il rapporto di coppia ha senso laddove a mettersi in rapporto sono due persone che si accettano per quello che sono... Entrando in un rapporto di coppia, infatti, prima ancora di affrontare tutti i tabù legati al sesso, l'adolescente deve vincere il senso di colpa e la paura dell'esclusione per un duplice tradimento: quello della famiglia e quello deI gruppo; deve intraprendere da solo la scalata dell'ultima rampa: inizia il processo che lo porterà all'ingresso deI mondo adulto. Per i genitori. consapevoli delle difficoltà che i figli attraversano in questo periodo e che hanno con i figli un rapporto complessivamente buono, l'unico consiglio che mi sento di dare è di tenere una posizione di vigilanza
discreta, proponendo la propria di sponibilità a discutere, ma senza invadere le aree riservate, di dare o di mettere a disposizione tutti gli strumenti che permettano di raccogliere il massimo delle informazioni di cui l'adolescente ha bisogno e di mantenere un atteggiamento sdrammatizzante che non deve pero' sconfinare nel "prendere sottogamba": Gli adolescenti sono molto permalosi. Agli adolescenti che mi leggono un consiglio che non vuol certo essere un rimedio universale. Imparate a guardarvi senza ogni volta paragonarvi a qualcos'altro che avete in mente; imparate a dire: "tot", sono alto cosi, i miei occhi sono deI tal colore.