Scrivere qualcosa sulle inibizioni sessuali
viste in chiave laica o religiosa non è compito da poco.
Ma ancora una volta l'esperienza delle redazioni dei giornali
e le lettere dei lettori, ci vengono in aiuto. "Sono una
ragazza che vorrebbe tanto avere dei rapporti normali con il
suo compagno; la casa, pero, non mi riesce poiché ogni
volta che lui mi tocca intimamente, io pensa che stiamo facendo
delle 'porcherie' e mi sottraggo alle sue attenzioni."
La lettera, scritta da una ventenne, studentessa e ancora in
casa dei genitori, sembra assurda. Ma poi, leggendola tutta
e con attenzione si scopre che i genitori della ragazza sono
molto autoritari e le hanno data un'educazione decisamente all'antica.
Una componente religiosa (ovviamente di una religiosità
male intesa) di questa educazione ha avuto un certo peso su
quella che la ragazza definisce "la sua incapacità
di amare". "Ho avuto una relazione breve e intensissima
con un uomo che mi ha subito lasciata. Da allora, non sono più
capace di avere dei rapporti normali con mio marito. E non trovero
pace fino a quando non gli avro' confessato il mio peccato."
Questa seconda lettera che riportiamo come esempio, proveniente
da una città dell'ltalia settentrionale, era scritta
da una giovane donna uscita di collegio pochi mesi prima di
andare sposa a un uomo che non l'aveva mai soddisfatta sessualmente.
Anche in questo caso, l'educazione religiosa e sessuofobica
ha sortito il suo effetto: la giovane ha tradito il marito,
è vero, e questo è male comunque, ma ha riportato,
da questo tradimento, un vero e proprio shock che genera sensi
di colpa e frigidità. "Ho amato tanto (e l'amo ancora)
una ragazza che avrei dovuto sposare. Fortunatamente, ho scoperto
prima che non era più vergine. Soffro molto di questa
rottura di fidanzamento ma non sono disposto a dimenticare i
miei buoni principi." Questa terza lettera, scritta da
un professionista dell'ltalia meridionale, che in altra parte
dello scritto dice di "aver avuto moIte esperien- ze con
donne poco perbene", è un terzo esempio di educazione
e mentalità retriva dovuta al culto della verginità,
giustificata in chiave religiosa. PeT educazione religiosa si
intende, quindi, educazione sessuofobica? Non sempre e non necessariamente.
Ma è innegabile che senza i tabù cosiddetti religiosi
i problemi sopra esposti non avrebbero senso. L'uomo che si
sposa dopo aver corso la cavallina ma che pretende dalla moglie
la verginità puo sembrare quasi un repeTto archeologico,
di questi tempi. E anche la ragazza che dice che il sesso è
"una rosa sporca". Ma non si tratta di casi tanto
Tari. Recentemente, fiel corso di una piccola inchiesta condotta
tra i giovanissimi, alla domanda "sposeresti una ragazza
non più vergine?" due ragazzi su tre hanno risposto
"si"; c'è, indubbiamente, un buon miglioramento
di mentalità ma resta pur sempre quella percentuale non
bassissima 1 che risponde "non potrei fidarmi di 'una ragazza
non illibata". Alla domanda "sposeresti una ragazza
non più vergine?", due ragazzi su ire hanno risposto
"si", ma resta pur sempre quella percentuale non bassissima
che ha risposto "non potrei fidarmi di una ragazza non
iIlibata", Ecco, la chiave dell'analisi sui punti di vista
religiosi 0 laici sulla sessualilà, sta Corse proprio
in queste differenze che abbiamo rilevato tra un giovane e l'altro.
Non si tratta di stabilire chi sia dalla parte deI torto e chi
da quella della ragione; si tratta di stabilire che dell'amore
fisico si possono avere due diverse opinioni. Ma bisogna anche
riconoscere che queste opinioni derivano in massima parte dall'educazione
che abbiamo ricevuta e non dalla società in cui viviamo
quando l'infanzia e l'adolescenza sono finite e la vita ci impone
delle scelte.