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L'AMORE NON UCCIDE

Amore, passione, morte. Morire d'amore. Con buona pace diFreud e del melodramma, non riesco a mettere insieme amore e morte. Si è vero: è nell'uso comune legare il verbo morire all'orgasmo:"mi fai morire", "la piccola morte" (cosi lo chiamano i francesi, quando è particolarmente profondo), "mi piaci da morire". Sono tutti modi di dire abbastanza frequenti in cui la "morte" sta a rappresentare la sensazione di mancanza di controllo su di sé e di perdita della propria identità, che si accompagna ai momenti di maggiore "fusione" con l'altro. Del resto a livello inconscio, spesso,anche il sonno, in quanto perdita della coscienza viene associato con la morte. Ma non voglio dilungarmi ora nella ricerca di spiegazioni su come mai la nostra parte razionale sia giunta alla presunzione di identificarsi con lutta il nostro essere, tanto da credere che, nel momento in cui stacca il proprio controllo, cessiamo di esistere. Quello che invece voglio sottolineare è che, uscendo dal piano simbolico e dalla metafora, se si parla di morte vera e propria, l'amore ela sessualità si trovano da un'altra parte, non c'entrano niente.
"Morire d'amore", è una frase che ha senso solo nel momento, per fortuna non molto frequente, almeno in tempo di pace e in situazioni normali, in cui una persona rischia la propria vita e magari la perde, per salvare quella della persona amata. Nello stesso modo "uccidere per amore" puo avere significato solo quando, ammesso che sia lecita l'eutanasia, si agisce per porre fine alle sofferenze della persona amata qualora si sia persa agni speranza di salvarla. ln tutti gli altri casi l'amore non ha nulla a che tare. Una passione disperata che si conclude col suicidio è cosi lontana dall'amore quanto quella che si conclude con l'omicidio. "Senza di lui (o lei) non ho più nessuna ragione di vivere." Si certo, credo che moltissimi di coloro che hanno provato l'esperienza di essere abbandonati, o comunque di perdere il proprio oggetto d'amore, abbiano pensato cio in qualche momento. Fortunatamente, della maggior parte dei casi, si tratta appunto di un momento,uno di quei momenti in cui capita di commiserarsi e quasi di compiacersi di sprofondare sempre più nella propria infelicità. Poi, lo studio, il lavoro, gli amici, la vita insomma, hanno il sopravvento fino a che, ineluttabilmente, un nuovo incontro permetta di riempire il vuoto che si era creato. Quando questo non avviene, non si tratta di un amore più profondo bensi di una profonda mancanza di amore: mancanza di amore per l'altro che si desidera perseguitare col rimorso, mancanza di amore per se stessi cui non si vuol concedere la possibilità di divenire oggetto d'amore per altri, mancanza di amore per la vita di cui non si vuol vedere l'infinita capacità di fornire sempre nuove e sorprendenti occasioni. Se fosse possibile dire che c'è qualcosa di più lontano dall'amore di una totale mancanza di amore, lo direi per quanto riguarda "uccidere per amore". Come si puo' pensare che l'amore possa aver qualcosa a che fare con l'atto supremo di disprezzo e di annullamento dell'altro? "Ma la gelosia è insita nell'amore", "Dall'amore all'odio il passa è breve". Sarà, personalmente non ne sono affatto convinto. Certo, se per gelosia si intende quella sensazione che puo anche essere d'angoscia all'idea di perdere la persona amata, il desiderio di averla sempre con sé, il bisogno di sicurezza, d'accordo, questa "gelosia" è parte dell'amore. Ma già quando cio diventa ossessione, bisogno di possesso totale, limitazione violenta della libertà dell'altro, l'amore non c'entra più. Se amare significa anche "'-volere bene, e personalmente non riesco a concepire una separazione tra queste due case, non vedo come possa essere chiamato amore un comportamento cosi gravemente lesivo della dignità di una persona. Non riesco a pensare all'amore se non in terrnini di gioia, espansione, vita; cio che limita, riduce, prevarica queste cose in sé e nell'altro, puo essere tutto tranne che amore. La passione, il desiderio, l'attrazione fisica possono esistere anche senza amore, possono portare anche a comportamenti violenti o comunque lesivi della propria e dell'altrui dignità, ma si tratta appunto di qualcosa che con l'amore non ha nulla a che fare. L'amore puo essere, anzi è, anche passione, desiderio, attrazione fisica, ma non va disgiunto dal rispetto reciproco, dal piacere di evolversi e di
vedere l'altro evolversi, dall'accettazione dell'altro cosi com'è, e non come si vorrebbe che fosse. Una passione che si voglia imporre con la forza, che giunga a minacciare la libertà dell'altro, che arrivi a mettere in pericolo addirittura quel bene fondamentale che è la vita, non puo essere amore; è esattamente il contrario. Se non si rispetta e non si ama la vita, non si puo parlare di amore. "Passioni mortali" sono solo l'espressione di un estremo egoismo e della incapacità di amare. Insomma, un disperato 'straziarni, ma di baci saziami" ha meno a che face con l'amore di un sorridente "strapazzami di dolcissime coccole".

La redazione di gratisonline.biz

 

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