Accade, talvolta, sognando, di provare un forte godimento con uomini sconosciuti o, comunque, con qualcuno che non è il partner abituale. Nel sogno, proviamo godimento e senso di colpa; oppure un senso di forte liberazione, corne quando, essendo stati legati a lungo, ci si trova improvvisamente privi di costrizioni. ln presenza di simili avvenimenti onirici, vien fatto di pensare in quale misura una persona che sogna di amarne un'altra, è davvero felice della vita che conduce. ln altre parole, se siamo felici come ci sembla di es- sere, perché mai nel sogno ce ne andiamo a letto con degli sconosciuti? E perché mai godiamo cosi tanto da svegliarci con la bocca riarsa e il corpo rilassato come dopo il più riuscito degli amplessi? È doloroso, talvolta, ammettere che il partner che abbiamo accanto non ci basta più; è doloroso ammettere anche con se stessi che la vita sessuale che abbiamo è solo un pallido riflesso di quella che riusciamo ad avere in sogno. Per questo, c'è gente che "rimuove" ovvero cancella velocemente cio che ha sognato: ricordarlo significherebbe cominciare a dubitare di tutta una serie di certezze che abbiamo messo insieme faticosamente. Quali? Vediamole un po' insieme. La prima è che siamo con la persona giusta. Questa persona, scelta tra tante, ha sempre soddisfatto le nostre attese, le nostre istanze più intime. Eppure noi la tradiamo nel sogno. La seconda è che la nostra vita, cosi , come è assestata (o dissestata) è pur " sempre una sicurezza, una zattera su cui restare per non naufragare. La terza certezza è che la vita sessuale che conduciamo è soddisfacente nella misura in cui noi ci sentiamo soddisfatti e appagati anche fisicamente.
Invece no. Il sogno è una spia di qualche disagio, di qualche carenza (sessuale ma anche psicologica) che noi subiamo senza accorgercene. È la lucina rossa che segna la mancanza di carburante. È l'evasione involontaria da una vita sessuale di routine che soddisfa a livello di coscienza ma non d'inconscio, per dirla con Freud. Ma non è tutto. Talvolta accade che avendo un rapporto intimo con il proprio partner, manchi il necessario eccitamento, la parte di fantasia che conduce nel mondo magico del godimento. E a quel punto l'immaginazione ci porta lontano. Magari nel letto di qualcuno che desideriamo senza saperlo. Ricordo una signora molto casta che, sapendo deI mio "mestiere di scrivere", mi disse, "sa, a volte ho delle fantasie... forse è per questo, che mi sento colpevole. Sono con mio marito e immagino di essere con un uomo che ho visto solo un paio di volte. ln quei casi, ho degli orgasmi indescrivibili, quasi indecenti..." , "... per riuscire ad avere un rapporto sessuale con mia moglie, devo immaginare di essere a letto con la mia segretaria che è anche la mia amante." , Indecenti è una parola forte, una parola che significa molte cose, dette da una donna incrollabilmente fedele. Non mi stupii di sentire questa parola, in bocca alla signora. Ma un'altra volta, parlando con un uomo che, aveva letto un mio libro e mi aveva chiesto di potermene parlare, mi sentii dire "sa, io per riuscire ad avere un rapporto sessuale con mia moglie, , devo immaginare di essere a letto con la mia segretaria che è anche la mia amante. Eppure, a mia moglie voglio bene e la considero una donna desiderabile". L'immaginazione, quindi, è una signora maleducata che non tiene conto degli affetti né delle convenzioni? Forse si. Ma è anche una valvola di sicurezza. È una sorta di rimedio a una vita sessuale troppo piatta, priva di fantasia, di immaginazione. Diceva una canzone: "Mentre tu baci me tu baci un'altra...". "Quando sono triste e mi masturbo, immagino di essere posseduto dalla madre di un mio compagno di scuola", scriveva un giovane a un giornale nel quale ho lavorato per anni. C'era, in questa affermazione, tutta la verita' sulle immense riserve di fantasia che uomini e donne hanno, in momenti tristi o lieti. Il cambiamento di partner, cosi, avviene in modo incruento. Non c'è bisogno di fratture dolorose, di abbandoni e di perdita di sicurezza; basta chiudere g1i occhi e pensare ed ecco che il partner cambia, diventa un al tro, più appassionato, più bello, più sensuale. Ma stiamo attenti a questi momenti di abbandono: è molto facile, infatti, che la fantasia liberi anche la parola, nel senso che chi sta sognando ad occhi aperti (ma anche nel sonno) parti e dica case che suonerebbero all'o recchio deI partner abituale come l'ammissione di un tradimento mai avvenuto. Ora, se si "immagina" soltanto un cambiamento di partner, è assurdo e suicido lasciarsi scappare di bocca cette fantasie. Il grande scrittore francese Alfred de Musset scriveva: "L'amore è quel che conta che importa l'amante? Che importa la fiasca purché si abbia l'ebbrezza?"
a volte, quindi, difendere l'immaginazione poiché cambiare partner, sia pure solo con l'immaginazione o l'attività onirica, è un modo per trovare un'altra fiasca che dia l'ebbrezza. Oltretutto, si tratta di ebbrezza non molesta, se si ha l'accortezza di non raccontarla a nessuno. "L'immaginazione è la pazza di casa", scriveva Nicolas de Malebranche. Lasciamo quindi che questa pazza innocua ci dia la possibilità di cambiare partner senza troppi traumi e con tanti piaceri segreti.
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