MILANO -
Schiacciato da una trave d'acciaio, caduto nel
gabinetto e persino travolto da un aereo in decollo.
Scuse di un ragazzino che ha perso il quaderno dei
compiti? No, sono alcune delle motivazioni folli ma
reali che si sentono raccontare i laboratori che si
occupano di recupero dati da computer danneggiati. I
clienti danno le spiegazioni più folli, ma poi
pretendono di riavere tutti i loro file indietro, anche
da computer ridotti davvero male.
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Mouse a fuoco lento: succede anche questo
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E' una sorta di incubo tecnologico: perdere
tutto quello che abbiamo accumulato sul computer di casa
o dell’ufficio. Alla domanda «come ti comporti quando il
tuo Pc non dà più segni di vita?» le reazioni diventano
le più sconcertanti. Si scopre così che il 20% di noi
manifesta crisi di panico, rimanendo incredulo di fronte
al video, mentre il 17% si mette ad urlare frasi
sconnesse. Ma la maggior parte, ben il 35%, accetta con
rassegnazione il fatto di non accedere più al contenuto
del disco rigido. Però c’è anche un 7% di irascibili che
colpiscono il notebook con “pacche” e pugni, ed infine
un 6% di furbi che lasciano nei pasticci i colleghi.
IL SONDAGGIO KROLL ONTRACK - A rivelare queste
insolite reazioni di fronte al Pc che ci lascia in panne
è il sondaggio “Sicurezza dati”, presentato a Milano da
Kroll Ontrack, azienda del Minnesota specializzata nel
recupero file dagli hard disk guasti (
www.krollontrack.it).
Un’indagine condotta nel 2004 su un panel di oltre 1500
intervistati in Italia, UK, Germania, Francia, Svizzera,
Spagna, Portogallo. Ad essere interpellati gli utenti
domestici e aziendali.
INCREDIBILE MA VERO. I MODI PIU’ BIZZARRI PER PERDERE
DATI
Nel corso del 2004 nei laboratori Kroll Ontrack
di Stoccarda sono arrivati migliaia di dischi e supporti
digitali ai quali erano capitate le disavventure più
incredibili. Sebbene i malfunzionamenti dei computer e
gli attacchi da virus restano ancora la causa più comune
delle perdite dati, bisogna rilevare come in parecchi
casi la colpa sia da attribuire al comportamento umano.
Comunque, gli esperti dei laboratori sono riusciti a
recuperare i file. Anche se in qualche caso in modo
parziale. Ecco qualche caso eclatante:
- «Scongelare
prima dell'uso»: un uomo si è presentato al
laboratorio, consegnando il proprio hard disk in un
sacchetto di plastica bagnato. Aveva letto su Internet
che un metodo per riparare il disco guasto era quello di
chiuderlo in freezer per una notte. Così ha fatto.
- «Complice
la strada»: salendo in macchina, una donna ha
dimenticato il notebook sul tettuccio dell'auto. Messo
in moto il veicolo, il computer è scivolato a terra. La
donna ha affermato di aver innestato la retromarcia e:
«udito il rumore di qualcosa che andava in frantumi».
- «Sparito
in un lampo»: dopo aver trascorso diversi giorni
a preparare 1200 fatture, l'impiegato di una clinica ha
visto svanire tutto il lavoro per un fulmine caduto
sulla cabina elettrica. Tutti i file sono spariti,
compresi quelli delle fatture appena terminate. Non
aveva fatto alcun back-up.
- «Il
pericolo arriva dall’alto»: durante la
costruzione di un fabbricato, una putrella di acciaio è
caduta sul computer portatile che conteneva i progetti
dell'edificio. No comment.
- «Dramma
alla toilette»: un uomo si è arrabbiato così
tanto per il malfunzionamento del notebook, al punto di
gettarlo nella toilette e tirare un paio di volte lo
sciacquone. Poi si è pentito, l’ha raccolto grondante
d’acqua e mandato a Stoccarda.
- «Mamma
mi è caduto dall'aereo»: «Il mio computer
portatile è stato schiacciato dalle ruote di un
aeroplano». Anche se gli esperti Kroll Ontrack non hanno
capito come sia potuto succedere, questa è la
spiegazione fornita dal cliente.
IMPORTANTE - Sono emersi parallelismi inaspettati
tra ambiente business e consumer, con contraddizioni
comuni. Tutti concordano nell’attribuire una priorità
assoluta alla sicurezza. In azienda ben l’85% degli
intervistati la vede come principale preoccupazione,
mentre per il 45% di chi usa il Pc tra le mura
domestiche è “molto importante”. Leggendo il sondaggio
scopriamo che il 94% degli europei considera il back-up
la soluzione migliore per evitare di perdere dati, ma il
75% di utenti di desktop Pc non lo effettua e ben l’83%
di chi possiede un notebook non lo prende neanche in
considerazione. «Non solo gli inesperti, ma anche gli
addetti ai lavori – spiega Paolo Salin, responsabile di
Kroll Ontrack Italia - considerano i dati non più
accessibili come persi, e quindi irrecuperabili. E
questo non è vero perché aziende specializzate come la
nostra sono in grado di farlo».
COME SI RECUPERANO I DATI - Così a Boblingen, una
ventina di chilometri da Stoccarda, Kroll Ontrack
(presente in 20 paesi del mondo) ha aperto nel 1992 un
centro di ricerca, dove vengono riportati alla luce i
dati persi. Un lavoro svolto da 50 tecnici specializzati
in grado di operare sul computer a “cuore aperto”. Il
recupero inizia con l’arrivo dell’hard disk difettoso ai
laboratori. Qui è subito esaminato per rilevare il
guasto. Così nel giro di poche ore viene fornito al
cliente un elenco dei file salvabili, con il preventivo
di spesa. Questa prima fase di analisi costa 90 euro
(spedizione compresa). Poi, quando l’utente dà il
consenso inizia il lavoro. Gli hard disk possono
guastarsi per problemi di software interno, il
cosiddetto “firmware”. Che va installato ex-novo per
ridare vita alle informazioni. I casi più gravi
riguardano la rottura delle testine di lettura o dei
dischi di alluminio dove risiedono i singoli bit delle
informazioni. «In questo caso l’hard disk viene portato
in camera bianca e smontato – spiega ancora Paolo Salin
– controllando al microscopio la qualità delle singole
tracce». E una volta reintegrate le informazioni di
partenza, queste sono memorizzate su nuovi supporti
ottici (CdRom, Dvd, memorie Flash) e rispediti al
cliente assieme al disco originale.
Umberto Torelli